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<div style="background:#fff;border:#bbb dashed 1px;padding:5px"><a href="http://it.citatepedia.ro/comments.php?id=6569" style="color:#000;text-decoration:none"><div style="margin:10px 0"><strong>Elegia I</strong></div><div style="margin:10px 0">Quando, uomini e Dei vincendo, Amore,<br>Con la sua fiamma, mi bruciava il cuore,<br>A me, con la sua cruda furia ardendo<br>Il sangue e le ossa, e lo spirito e i sensi,<br>Ancora io non avevo tal sapienza<br>Per esprimer la mia sofferenza;<br>Né ancora Febo, che ama i Lauri verdi,<br>Mi aveva dato di comporre versi.<br>Ma adesso, che il furore suo divino<br>Empie d’ardore il mio spirito ardito,<br>Cantar mi fa, non le tonanti frecce<br>Del Padre Giove, e non le crude guerre,<br>Con cui Marte tormenta l’Universo;<br>La lira mi ha donato che ai bei versi<br>Dell’Amore già in Lesbo dava canto:<br>Così adesso al mio Amore darà pianto.<br>Dolce archetto, la mia voce addolcisci,<br>Che pur potrebbe spezzarsi e inasprirsi,<br>Narrando tante dolorose cure,<br>Ansie, disdette, avversità, sventure.<br>Tempra l’ardor da cui il mio cuore tenero,<br>Fu un dì, bruciando, quasi fatto cenere.<br>Già ne avverto un pietoso ricordare,<br>Che costringe il mio occhio a lacrimare.<br>Mi par di risentire i primi allarmi,<br>Che ebbi da Amore un dì, già vedo le armi,<br>Di cui si armò venendo a darmi assalto.<br>Erano gli occhi miei, da cui lanciavo<br>Molti strali, a chi troppo mi guardava,<br>E al mio arco abbastanza non badava.<br>Ma quei miei strali gli occhi mi han disfatto,<br>Esempio di vendetta esser mi han fatta.<br>Burlandomi, al vedere l’uno amare,<br>L’altro d’Amore struggersi e bruciare;<br>Al veder tante lacrime disperse,<br>Tanti sospiri e vane preci perse,<br>Non mi accorsi che a un tratto mi ammalavo<br>Del male che negli altri io biasimavo;<br>Che mi trafisse con tal furia ardita,<br>Che da gran tempo ancor non son guarita;<br>Sicché adesso, di nuovo, sono spinta<br>A rinfrescar con rinnovato pianto<br>Gli antichi mali. O Dame che leggete,<br>Con me, dei miei rimpianti, sospirate.<br>Forse un giorno io farò la stessa cosa:<br>La vostra voce aiuterò, pietosa,<br>Le vostre pene, gli affanni a narrare,<br>E il tempo perso invano deprecare.<br>Pur se serbate in cuore un tal rigore,<br>Può un giorno Amore uscirne vincitore.<br>E più sarete state a lui nemiche,<br>Peggio farà, sentendovi asservite.<br>Non pensate che sian da biasimare<br>Quelle che Amore ha fatto un dì infiammare.<br>Altre, oltre noi, pur con la lor grandezza,<br>Han sofferto amorosa sofferenza;<br>Cuore altero, bellezza, alto lignaggio,<br>Non le hanno preservate dal servaggio<br>Del duro Amore; le anime più eccelse<br>Ne son più presto e strettamente prese.<br>Semiramìs, Regina celebrata,<br>Che distrusse con la sua forte armata<br>Le nere squadre delle truppe Etiopiche,<br>E ai suoi mostrando un esempio lodevole,<br>Con la sua fiera spada, fra i nemici,<br>Faceva il sangue scorrer dei più arditi,<br>E ancora poi volendo conquistare<br>Tutti i vicini, o a lor battaglia dare,<br>Incontrò Amor, che in tal modo la prese,<br>Che, lasciando armi e leggi, ella si arrese.<br>Non meritava almeno la regale<br>Sua dignità di aver sorte men grave<br>Che amar suo figlio? O tu, di Babilonia<br>Regina, ov’è il tuo cuore atto alla guerra?<br>Dove è mai quello scudo, dov’è il brando,<br>Con cui vincevi il guerriero più audace?<br>Dove hai messo il cimiero tuo marziale,<br>Che l’oro della chioma ti adombrava?<br>Dov’è la spada, dove la corazza,<br>Con cui rompevi la nemica audacia?<br>Dove sono fuggiti i tuoi corsieri<br>Trainanti in furia il carro alla vittoria?<br>Presto ti ha vinta un debole nemico?<br>Presto ha spezzato il tuo cuore virile,<br>Sì che dell’armi ogni piacere hai perso,<br>Ma sola langui stesa nel tuo letto?<br>Messo hai da parte le asprezze marziali,<br>Per ritrovar le gioie coniugali.</div><div style="margin:10px 0"><br /></a><br />poesia di <a href="http://it.citatepedia.ro/by.php?a=Louise+Labe">Louise Labe</a> da <i>rivista: L’opera di Louise Labé Lionese</i>, traduzione di Budini Paolo<div class=q> <img src="https://www.citatepedia.ro/g/32share.png" style="float:left" alt="Share"> <script type="text/javascript" src="//s7.addthis.com/js/300/addthis_widget.js#pubid=citatepedia" async="async"></script><div style="display:inline-block" class="addthis_sharing_toolbox" data-url="http://it.citatepedia.ro/comments.php?id=6569" data-title="Elegia I de Louise Labe" data-description="Quando, uomini e Dei vincendo, Amore,/Con la sua fiamma, mi bruciava il cuore,/A me, con la sua cruda furia ardendo/Il sangue e le ossa, e lo spirito e i sensi,/Ancora io non avevo tal sapienza/Per esprimer la mia sofferenza;/Né ancora Febo, che ..."></div> </div> </div>
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