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<div style="background:#fff;border:#bbb dashed 1px;padding:5px"><a href="http://it.citatepedia.ro/comments.php?id=4886" style="color:#000;text-decoration:none"><div style="margin:10px 0"><strong>Ode a Psiche</strong></div><div style="margin:10px 0">Ascolta, o Dea, questi versi dissonanti<br>Strappati dalla dolce violenza e dal ricordo caro;<br>E che sin entro la morbida conchiglia del tuo orecchio<br>Sian cantati i tuoi segreti, perdona.<br>Certo ho sognato, oggi – o davvero l’alata Psiche<br>Ho visto con i miei occhi aperti? <br>Giravo spensierato per un bosco<br>Quando di colpo estasiato per la sorpresa<br>Due belle creature vidi, coricate fianco a fianco,<br>Nell’erba folta, sotto un sussurrante tetto<br>Di foglie e tremuli fiori, ove un ruscello<br>Appena visibile scorreva:<br>Tra i taciti fiori dalle fresche radici, azzurri lunari,<br>Dolcemente profumati nei purpurei boccioli,<br>Giacevano con quieto respiro sopra un letto d’erba,<br>Le braccia intrecciate e le ali,<br>Solo le labbra non si toccavano, ché ancora non s’eran dette addio.<br>Come se sperate dalle mani dolci del sonno<br>Fosser pronte a superare il numero dei baci passati<br>Quando l’alba l’occhio tenero aprisse dell’amore nascente.<br>Conoscevo bene il fanciullo alato;<br>Ma tu, o felice colomba felice, chi eri?<br>La sua Psiche fedele!</div><div style="margin:10px 0">Oh tu, ultima nata visione, più dolce<br>Sei di tutta la svanita gerarchia Dell’Olimpo,<br>Più bella di Diana nelle sue regioni di zaffiro,<br>Più bella di Venere, la lucciola amorosa del cielo,<br>Tu, la più bella sei, pur se tempio non hai,<br>Né altare colmo di fiori,<br>O coro di vergini che dolcemente piangano<br>La tua mezzanotte,<br>E non voce, o liuto, o flauto, o incenso squisito<br>Che fumi dal turibolo scosso,<br>O santuario, bosco, oracolo o ardore<br>Di profeta sognante della pallida bocca.</div><div style="margin:10px 0">Tu, più splendida sei, pur troppo tardi nata<br>Per gli antichi voti o per l’ingenua lira appassionata,<br>Quando sacri erano i rami della foresta<br>Incantata, sacra era l’aria, l’acqua, il fuoco:<br>Pure, anche un questi giorni tanto lontani<br>Dalle fedi felici, le tue ali lucenti<br>Che volteggiano tra gli olimpi in rovina io vedo,<br>E canto, ai miei soli occhi credendo.<br>Sì, lascia sia io il tuo coro e il pianto<br>Alzato per la tua mezzanotte,<br>Lascia sì io la tua voce, il tuo liuto, il tuo flauto,<br>Il tuo incenso squisito che fuma dal turibolo scosso,<br>Il tuo santuario, il tuo bosco, il tuo oracolo e l’ardore<br>Di un profeta sognante dalla pallida bocca. </div><div style="margin:10px 0">Voglio essere io il tuo sacerdote, e costruirti un tempio<br>Nelle inesplorate regioni della mia mente,<br>Dove ramosi pensieri, appena nati con piacevole dolore,<br>Mormoreranno al vento sostituendo i pini:<br>E lontano lontano, di vetta in vetta macchie oscure d’alberi<br>Vestiranno tutt’intorno i gioghi selvaggi dei monti<br>E zefiri, fiumi, uccelli e api culleranno<br>Nel sonno le driadi coricate sul muschio:<br>Tra questa ampia quiete<br>Adornerò un roseo santuario<br>Con la trama in intrecciata d’una mente al lavoro,<br>Con boccioli, campanule e stelle senza nome,<br>Con tutto ciò che l’alma fantasia sa inventare,<br>Lei, che creando fiori, sempre diversi li crea:<br>Per te sarà li ogni dolce piacere<br>Che l’ombroso pensiero può conquistare,<br>Una torcia splendente, un finestra aperta alla notte<br>Perché caldo l’amore vi possa entrare.</div><div style="margin:10px 0"><br /></a><br />poesia di <a href="http://it.citatepedia.ro/by.php?a=John+Keats">John Keats</a> da <i>Iperione</i><div class=q> <img src="https://www.citatepedia.ro/g/32share.png" style="float:left" alt="Share"> <script type="text/javascript" src="//s7.addthis.com/js/300/addthis_widget.js#pubid=citatepedia" async="async"></script><div style="display:inline-block" class="addthis_sharing_toolbox" data-url="http://it.citatepedia.ro/comments.php?id=4886" data-title="Ode a Psiche de John Keats" data-description="Ascolta, o Dea, questi versi dissonanti/Strappati dalla dolce violenza e dal ricordo caro;/E che sin entro la morbida conchiglia del tuo orecchio/Sian cantati i tuoi segreti, perdona./Certo ho sognato, oggi – o davvero l’alata Psiche/Ho visto ..."></div> </div> </div>
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