Fare clic nel campo,quindi CTRL+C per copiare il codice HTML
Copia
<div style="background:#fff;border:#bbb dashed 1px;padding:5px"><a href="http://it.citatepedia.ro/comments.php?id=1468" style="color:#000;text-decoration:none"><div style="margin:10px 0"><strong>Arsenio</strong></div><div style="margin:10px 0">I turbini sollevano la polvere<br>sui tetti, a mulinelli, e sugli spiazzi<br>deserti, ove i cavalli incappucciati<br>annusano la terra, fermi innanzi<br>ai vetri luccicanti degli alberghi.<br>Sul corso, in faccia al mare, tu discendi<br>in questo giorno<br>or piovorno ora acceso, in cui par scatti<br>a sconvolgerne l’ore<br>uguali, strette in trama, un ritornello<br>di castagnette.</div><div style="margin:10px 0">E’ il segno d’un’altra orbita: tu seguilo.<br>Discendi all’orizzonte che sovrasta<br>una tromba di piombo, alta sui gorghi,<br>più d’essi vagabonda: salso nembo<br>vorticante, soffiato dal ribelle<br>elemento alle nubi; fa che il passo<br>su la ghiaia ti scricchioli e t’inciampi<br>il viluppo dell’alghe: quell’istante<br>è forse, molto atteso, che ti scampi<br>dal finire il tuo viaggio, anello d’una<br>catena, immoto andare, oh troppo noto<br>delirio, Arsenio, d’immobilità...</div><div style="margin:10px 0">Ascolta tra i palmizi il getto tremulo<br>dei violini, spento quando rotola<br>il tuono con un fremer di lamiera<br>percossa; la tempesta è dolce quando<br>sgorga bianca la stella di Canicola<br>nel cielo azzurro e lunge par la sera<br>ch‘è prossima: se il fulmine la incide<br>dirama come un albero prezioso<br>entro la luce che s’arrosa: e il timpano<br>degli tzigani è il rombo silenzioso</div><div style="margin:10px 0">Discendi in mezzo al buio che precipita<br>e muta il mezzogiorno in una notte<br>di globi accesi, dondolanti a riva, – e fuori, dove un’ombra sola tiene<br>mare e cielo, dai gozzi sparsi palpita<br>l’acetilene – finché goccia trepido<br>il cielo, fuma il suolo che t’abbevera,<br>tutto d’accanto ti sciaborda, sbattono<br>le tende molli, un fruscio immenso rade<br>la terra, giù s’afflosciano stridendo<br>le lanterne di carta sulle strade.</div><div style="margin:10px 0">Così sperso tra i vimini e le stuoie<br>grondanti, giunco tu che le radici<br>con sé trascina, viscide, non mai<br>svelte, tremi di vita e ti protendi<br>a un vuoto risonante di lamenti<br>soffocati, la tesa ti ringhiotte<br>dell’onda antica che ti volge; e ancora<br>tutto che ti riprende, strada portico<br>mura specchi ti figge in una sola<br>ghiacciata moltitudine di morti,<br>e se un gesto ti sfiora, una parola<br>ti cade accanto, quello è forse, Arsenio,<br>nell’ora che si scioglie, il cenno d’una<br>vita strozzata per te sorta, e il vento<br>la porta con la cenere degli astri.</div><div style="margin:10px 0"><br /></a><br />poesia di <a href="http://it.citatepedia.ro/by.php?a=Eugenio+Montale">Eugenio Montale</a><div class=q> <img src="https://www.citatepedia.ro/g/32share.png" style="float:left" alt="Share"> <script type="text/javascript" src="//s7.addthis.com/js/300/addthis_widget.js#pubid=citatepedia" async="async"></script><div style="display:inline-block" class="addthis_sharing_toolbox" data-url="http://it.citatepedia.ro/comments.php?id=1468" data-title="Arsenio de Eugenio Montale" data-description="I turbini sollevano la polvere/sui tetti, a mulinelli, e sugli spiazzi/deserti, ove i cavalli incappucciati/annusano la terra, fermi innanzi/ai vetri luccicanti degli alberghi./Sul corso, in faccia al mare, tu discendi/in questo giorno/or piovorno..."></div> </div> </div>
frame con linea semplice
frame con linea interrotta
frame con linea tratteggiata
frame con linea doppia
frame con linea scanalato
frame con linea sottolineato
frame giu`
frame elevata
senza frame
blu
verde
rosso
viola
ciano
oro
argento
nero