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<div style="background:#fff;border:#bbb dashed 1px;padding:5px"><a href="http://it.citatepedia.ro/comments.php?id=1456" style="color:#000;text-decoration:none"><div style="margin:10px 0"><strong>Il Borgo</strong></div><div style="margin:10px 0">Fu nelle vie di questo <br>Borgo che nuova cosa <br>m'avvenne. <br>Fu come un vano <br>sospiro <br>il desiderio improvviso d'uscire <br>di me stesso, di vivere la vita <br>di tutti, <br>d'essere come tutti <br>gli uomini di tutti <br>i giorni. <br>Non ebbi io mai sì grande <br>gioia, né averla dalla vita spero. <br>Vent'anni avevo quella volta, ed ero <br>malato. Per le nuove <br>strade del Borgo il desiderio vano <br>come un sospiro <br>mi fece suo. <br>Dove nel dolce tempo <br>d'infanzia <br>poche vedevo sperse <br>arrampicate casette sul nudo <br>della collina, <br>sorgeva un Borgo fervente d'umano <br>lavoro. In lui la prima <br>volta soffersi il desiderio dolce <br>e vano <br>d'immettere la mia dentro la calda <br>vita di tutti, <br>d'essere come tutti <br>gli uomini di tutti <br>i giorni. <br>La fede avere <br>di tutti, dire <br>parole, fare <br>cose che poi ciascuno intende, e sono, <br>come il vino ed il pane, <br>come i bimbi e le donne, <br>valori <br>di tutti. Ma un cantuccio, <br>ahimé, lasciavo al desiderio, azzurro <br>spiraglio, <br>per contemplarmi da quello, godere <br>l'alta gioia ottenuta <br>di non esser più io, <br>d'essere questo soltanto: fra gli uomini <br>un uomo. <br>Nato d'oscure <br>vicende, <br>poco fu il desiderio, appena un breve <br>sospiro. Lo ritrovo <br>- eco perduta <br>di giovinezza - per le vie del Borgo <br>mutate <br>più che mutato non sia io. Sui muri <br>dell'alte case, <br>sugli uomini e i lavori, su ogni cosa, <br>è sceso il velo che avvolge le cose <br>finite. <br>La chiesa è ancora <br>gialla, se il prato <br>che la circonda è meno verde. Il mare, <br>che scorgo al basso, ha un solo bastimento, <br>enorme, <br>che, fermo, piega da un parte. Forme, <br>colori, <br>vita onde nacque il mio sospiro dolce <br>e vile, un mondo <br>finito. Forme, <br>colori, <br>altri ho creati, rimanendo io stesso, <br>solo con il mio duro <br>patire. E morte <br>m'aspetta. <br>Ritorneranno, <br>o a questo <br>Borgo, o sia a un altro come questo, i giorni <br>del fiore. Un altro <br>rivivrà la mia vita, <br>che in un travaglio estremo <br>di giovinezza, avrà per egli chiesto, <br>sperato, <br>d'immettere la sua dentro la vita <br>di tutti, <br>d'essere come tutti <br>gli appariranno gli uomini di un giorno <br>d'allora.</div><div style="margin:10px 0"><br /></a><br />poesia di <a href="http://it.citatepedia.ro/by.php?a=Umberto+Saba">Umberto Saba</a><div class=q> <img src="https://www.citatepedia.ro/g/32share.png" style="float:left" alt="Share"> <script type="text/javascript" src="//s7.addthis.com/js/300/addthis_widget.js#pubid=citatepedia" async="async"></script><div style="display:inline-block" class="addthis_sharing_toolbox" data-url="http://it.citatepedia.ro/comments.php?id=1456" data-title="Il Borgo de Umberto Saba" data-description="Fu nelle vie di questo /Borgo che nuova cosa /m'avvenne. /Fu come un vano /sospiro /il desiderio improvviso d'uscire /di me stesso, di vivere la vita /di tutti, /d'essere come tutti /gli uomini di tutti /i giorni. /Non ebbi io mai sì grande /gioi..."></div> </div> </div>
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